Archivio Discussioni per Categoria
Aiutare l'ambiente
| Fate una spesa "verde"! |
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di Anna del 2005-09-28 |
| Questa è la raccomandazione della Commissione Europea a enti pubblici, istituzioni, scuole, ospedali. E, siccome l'ecologia è denaro, l'UE ha deciso di pubblicare un manuale per orientare i decisori pubblici e le amministrazioni verso acquisti più rispettosi dell'ambiente e, alla lunga, certamente più economici. Il manuale spiega come tenere conto delle esigenze di tutela ambientale all'atto di acquistare merci, prodotti, ma anche servizi e lavori. Si tratta di una spesa cui gli organismi pubblici destinano circa il 16% del Pil dell'Unione (circa 1500 miliardi di euro). Finora solo il 19 % degli acquisti degli enti pubblici dell'Europa a Quindici ha tenuto conto delle ricadute sull'ambiente, sia per la scarsa informazione sulle alternative, sia per i costi più elevati delle prestazioni e dei prodotti verdi, meno diffusi e commercializzati. Il nostro Paese sta già sperimentando una spesa ecologica proprio con gli acquisti in materiale riciclato della pubblica amministrazione. |
| In casa mia non uso quei deodoranti! |
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di Anna del 2004-12-07 |
Sembra che ci sia più benzene in una stanza dove brucia un bastoncino d'incenso che in una strada del centro di Milano. Lo sostiene l'Associazione europea dei consumatori. Un'indagine eseguita su 76 prodotti, di cui 27 venduti sul mercato italiano, dimostrerebbe che i prodotti profumati destinati ad essere spruzzati, vaporizzati o bruciati nelle case, sarebbero cavalli di Troia dell'inquinamento. Vaporizzatori, spray, diffusori elettrici, bastoncini d'incenso e candele profumate, sarebbero colpevoli di associare alla fragranza dei fiori di campo, sostanze pericolose per la salute dell'uomo, addirittura cancerogene.
In testa alla classifica dei prodotti a rischio, il BEUC (Bureau Européen des Unions de Consommateurs) mette bastoncini d'incenso e candele profumate, generalmente considerati naturali e innocui, che "hanno fatto registrare i risultati peggiori", seguiti dai diffusori elettrici, che "possono produrre formaldeide". |
| Olio di colza? Perché no? |
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di Antonio del 2004-12-06 |
Era il sogno di Raoul Gardini, un grande e discusso finanziere scomparso qualche anno fa.
Eppure, la colza è un vegetale che, nonostante la facilità di coltivazione ed i concorrenziali costi di produzione, non viene citata neppure tra le possibili fonti alternative.
Approfondimento: www.cacaonline.it/auto/index.htm |
| Io non compro SUV (Sport Utility Vehicles) |
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di roxi del 2004-11-30 |
In un momento in cui si chiede (spot Presidenza Consiglio) di risparmiare energia si scopre che la cilindrata media dei veicoli immatricolati in Italia negli ultimi 10 anni ha avuto un incremento di circa il 35%, vanificando così lo sforzo tecnologico per l'abbattimento dei gas di scarico che, a parità di cilindrata, sono scesi del 50%. Se, poi, prendiamo come parametro gli ingombri abbiamo incrementi anche del 50% che, con la crisi di spazio per parcheggi, non sembra il massimo. |
Equità & Giustizia
| L'autostima degli italiani. |
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di redazione del 2006-07-19 |
Se le tasse servono per pagare i servizi (scuola, trasporti, rifiuti, sanità, servizi sociali, previdenza , assistenza, etc.) che lo Stato, le Regioni, le Provincie ed i Comuni erogano; se le tasse sono pagate - come dice il SECIT (Servizio Consultivo ed ispettivo del Ministero dell'economia) - soltanto per i due terzi del valore reale; se quel terzo di tasse evase è imputabile solo al 7-8% della popolazione, e se questi cittadini evasori si lodano del fatto di aver evaso - in primis l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - chi le paga (le tasse) si sente un idiota.
Per riacquistare l'autostima bisogna cominciare a risalire la china. Una lotta seria e determinata all'evasione può essere uno dei primi passi. |
| Diritti televisivi, diritti di chi? |
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di Pino del 2006-04-06 |
Nel corso degli anni la RAI (con i nostri soldi del canone) ha acquistato i diritti televisivi delle squadre di calcio. E' appena accaduto che la Juventus (la squadra di Torino che è di gran lunga la più titolata d'Italia e la più conosciuta nel mondo) li abbia riacquistati in blocco. Da domani se vorremo vedere un filmato di un campione del passato che ha militato nella Juventus dovremo pagarlo. Ma siamo matti? Invece di mettere tutto gratis sul web a disposizione della collettività monetizziamo la storia? Per ora quella insignificante, ma poi? |
| Pubblicate tutti gli atti su web! |
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di redazione del 2006-01-27 |
Prendendo spunto da una lettera di sfogo arrivata in redazione proponiamo a tutti questa provocazione.
Perché per combattere il "piccolo" potere della politica, quella bassa, viscida, infima, quella che si approfitta dei ritardi e delle inefficienze per trarre vantaggi personali, non si fa una norma semplicissima?
''Tutti gli atti deliberativi e le determine di pagamento delle amministrazioni pubbliche devono essere pubblicati sul web entro le 24 ore successive la loro sottoscrizione, indicando data, organo emittente e responsabile del procedimento''.
Sarebbe un'operazione di trasparenza o di e-democracy (come il dilagante inglesismo ci suggerisce) e tutti i cittadini interessati potrebbero sapere chi "lavora" bene e chi no negli uffici pubblici interessati. Magari ne inviamo copia anche alla Corte dei Conti...per le statistiche.
Non è utopia, in alcuni comuni del Nord e nella regione Marche questa prassi è consolidata, ma nel Sud, dove pure viene proposta, poi non si applica. Strano. Sarà un caso? O no?
Cosa ne pensate? |
| Vuoi sviluppare davvero in modo democratico il settore radio televisivo? |
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di Carlo del 2005-11-07 |
Oggi il settore radiotelevisivo italiano ed europeo è concentrato nelle mani di pochi soggetti che, adducendo la teoria della concorrenza globale, ci dicono che per poter competere occorre diventare o essere un'azienda molto grande e con grandi fatturati.
Questa teoria fa sì che i palinsesti siano sempre più omogenei, con "format" passati da una TV all'altra e con minore attenzione alle novità e alla fantasia. |
| Se non paghi non detrai. |
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di Gianni del 2005-09-28 |
Attualmente vige la regola che si paghino le tasse sulle fatture emesse. Ma spesso si produce il fatto che gli incassi vanno in contenzioso e che, a volte, ci sono pagamenti fittizi. |
| Telefono: avrai costi solo se lo chiedi |
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di Anna del 2005-09-28 |
Perché oggi i numeri speciali di Telecom Italia 166, 809, chiamate satellitari e numeri internazionali zona 7 vanno disabilitati dall'utente? |
| Ma gli incentivi che fine hanno fatto? Di chi è la responsabilità? |
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di Gino del 2005-09-28 |
Nonostante i timidi tentativi effettuati negli anni scorsi, tutti gli ultimi rinnovi contrattuali vanno nella direzione di un dirottamento delle risorse a favore del fondo per la progressione orizzontale, usato più ''per compensare la mancanza di quegli aumenti retributivi stipendiali solo parzialmente ottenuti con gli ordinari meccanismi recuperatori del potere d'acquisto attivati nel quadriennio 1998/2001'' che non ''per valorizzare le effettive professionalità acquisite in ambito aziendale''.
E questo con la conseguenza che la retribuzione accessoria sta assumendo progressivamente valore di retribuzione fissa... |
| Aperto al pubblico. Ma davvero! |
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di Sandra del 2004-12-07 |
E' necessario che la cittadinanza conosca gli orari di apertura degli sportelli pubblici aperti alla cittadinanza? Forse no.
Ma se il rischio è quello di recarsi allo sportello e trovarlo chiuso?
Quindi, nell'ottica del servizio al cittadino la politica del "mi faccio l'orario sulla base della mia organizzazione interna" non mi sembra nè molto carino nè efficace. |
Risorse per la competitività
| Ma il Federalismo regionale è utile ai cittadini? |
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di Ozne del 2006-03-02 |
| Dopo l’ordine del giorno dei Ds (cfr. regioni.it n. 563) arriva una dura requisitoria da parte di Sabino Cassese che sul Corriere della Sera affronta la “situazione difficile sul fronte delle Regioni”. E le difficoltà sarebbero cominciate “prima delle elezioni, aumentando it numero dei consiglieri regionali. Si continua ora – scrive Cassese - moltiplicando assessori, commissioni consiliari, posti di “capo dell'opposizione”, altre cariche, tutti dotati di indennità, segretari, uffici, telefoni, automobili con autisti. Intanto continua la conflittualità Stato-Regioni”.
Secondo Cassese “con l'elezione diretta dei presidenti regionali, i consigli sono stati privati del compito di scegliere 1'esecutivo” e così “classi politiche abituate a fare e disfare governi, e a esercitare per questa strada un forte peso sull'amministrazione, si sono trovate improvvisamente disoccupate. Non svolgono il compito di fare buone leggi o di tenere sotto controllo le giunte regionali - ciò che loro richiede it nuovo assetto. Pretendono compensi – poltrone, assistenti, auto – (…) e le Giunte, per tener buoni i Consigli, concedono posti e permettono spese”.
Ma l’analisi di Cassese non si ferma qui. “C’è da ultimo la conflittualità Stato-Regioni. Questa non è dovuta al “federalismo” varato nel 2001, come è stato detto da qualche critico interessato. Ma al fatto che il centro destra, in attesa di mantenere la promessa di un ancor più alto tasso di “federalismo” (quello voluto dalla Lega) non ha dato attuazione alle norme costituzionali del 2001, suscitando la giusta reazione delle Regioni”
Cassese si interroga sul ruolo delle Regioni “Si sono impadronite della sanità, messa alla mercè delle fazioni locali. Hanno accresciuto le partecipazioni, mentre quelle statali venivano smantellate. Concentrano poteri sul territorio, a danno degli enti locali e della competitività del Paese (perché contribuiscono a bloccare le grandi opere). Moltiplicano posti di sottogoverno, vuoti di funzioni. Aumentano a dismisura i processi delle decisioni pubbliche. Condizionano i più minuti provvedimenti, attraverso la Conferenza Stato-Regioni”.
La conclusione è improntata al pessimismo: “Dovevano contribuire a risolvere i problemi dello Stato. Sono, al contrario, divenute esse stesse un problema”.
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| Il passaggio delle tre "I" |
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di redazione del 2006-01-27 |
Un fondo giornalistico di qualche settimana fa ironizzava su quali fossero all'estero gli aggettivi più ricorrenti con la lettera ''i'' attribuibili a noi italiani e trasformava le tre ''i'' coniate in occasione della precedente campagna elettorale ''Informatica, Internet ed Inglese'' in ''Inaffidabili, Irresponsabili, Intelligenti''.
Il quadro non ci sembra molto esaltante. Si mette in evidenza un paese in grave crisi di credibilità. Allora, quali azioni dovrà compiere il nuovo Governo per aggiungere altre positività alla visione disillusa degli altri cittadini del mondo? Se vuoi prova a scriverlo, raccoglieremo il tutto e lo invieremo al prossimo Presidente del Consiglio (che per scaramanzia non nominiamo). |
| 8.100 Comuni sì. 8.100 Sindaci no. |
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di gino del 2005-09-27 |
Da anni si cerca di snellire la burocrazia, alleggerire il peso dello Stato e semplificare le procedure amministrative per favorire lo sviluppo delle imprese, ma i risultati non sembrano confortanti . Occorrono risorse per rilanciare le economie locali e non si sa dove reperirle, forse è il momento di avere il coraggio di cambiare davvero. Tutti gli indicatori ci dicono che il problema più grave dei deficit pubblici deriva dai comuni minori che, avendo poche risorse umane e con poche occasioni di migliorare la loro qualificazione e quindi scarsa capacità di programmazione, vivono esclusivamente i problemi presenti, spesso in emergenza. Ed i costi lievitano. |
| Le Province: No Grazie! |
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di anna del 2005-09-27 |
| Oggi le distanze sono divenute brevi e gli enti provinciali non paiono avere molta ragione di esistere. E ciò si evince anche verificando le competenze assegnate alle Province attraverso la modifica del titolo V della Costituzione. In un momento storico in cui servono risorse per rilanciare le economie locali e non si sa dove reperirle, forse è il momento di avere il coraggio di cambiare davvero. |
| La legge Biagi è sbagliata! |
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di Gianni del 2005-09-27 |
E' stato precarizzato il precariato!
Con questa lapidaria affermazione si concludeva una illuminante intervista ad una coppia di quarantenni, laureati e con prole, che raccontavano il loro vissuto contrattuale con il lavoro: 14 anni di contratti a termine.
Riflettendo su questa intervista mi accorgo, da imprenditore, quanto possa essere sbagliata, o poco coerente con le mie idealizzazioni di sinistra, un'impostazione che si basi sulla libertà dell'imprenditore di fare qualunque tipo di contratto con il dipendente legando quest'ultimo all'andamento dell'azienda e ritenendo che ciò faccia bene all'economia nazionale.
Il perché mi sembra sbagliato è semplice: viviamo l'epoca della globalizzazione, dove solamente le dimensioni gigantesche possono garantire la ''visibilità'' e gli investimenti internazionali necessari allo sviluppo d'impresa, e non a caso solamente poche, grandi e solide aziende italiane hanno continuato a crescere dopo il crollo delle Twin Tower. |
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