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Tema: Risorse per la competitività

Ma il Federalismo regionale è utile ai cittadini?
di Ozne del 2006-03-02
Dopo l’ordine del giorno dei Ds (cfr. regioni.it n. 563) arriva una dura requisitoria da parte di Sabino Cassese che sul Corriere della Sera affronta la “situazione difficile sul fronte delle Regioni”. E le difficoltà sarebbero cominciate “prima delle elezioni, aumentando it numero dei consiglieri regionali. Si continua ora – scrive Cassese - moltiplicando assessori, commissioni consiliari, posti di “capo dell'opposizione”, altre cariche, tutti dotati di indennità, segretari, uffici, telefoni, automobili con autisti. Intanto continua la conflittualità Stato-Regioni”. Secondo Cassese “con l'elezione diretta dei presidenti regionali, i consigli sono stati privati del compito di scegliere 1'esecutivo” e così “classi politiche abituate a fare e disfare governi, e a esercitare per questa strada un forte peso sull'amministrazione, si sono trovate improvvisamente disoccupate. Non svolgono il compito di fare buone leggi o di tenere sotto controllo le giunte regionali - ciò che loro richiede it nuovo assetto. Pretendono compensi – poltrone, assistenti, auto – (…) e le Giunte, per tener buoni i Consigli, concedono posti e permettono spese”. Ma l’analisi di Cassese non si ferma qui. “C’è da ultimo la conflittualità Stato-Regioni. Questa non è dovuta al “federalismo” varato nel 2001, come è stato detto da qualche critico interessato. Ma al fatto che il centro destra, in attesa di mantenere la promessa di un ancor più alto tasso di “federalismo” (quello voluto dalla Lega) non ha dato attuazione alle norme costituzionali del 2001, suscitando la giusta reazione delle Regioni” Cassese si interroga sul ruolo delle Regioni “Si sono impadronite della sanità, messa alla mercè delle fazioni locali. Hanno accresciuto le partecipazioni, mentre quelle statali venivano smantellate. Concentrano poteri sul territorio, a danno degli enti locali e della competitività del Paese (perché con­tribuiscono a bloccare le grandi opere). Moltiplicano posti di sottogoverno, vuoti di funzioni. Aumentano a dismisura i processi delle decisioni pubbliche. Condizionano i più minuti provvedimenti, attraverso la Conferenza Stato-Regioni”. La conclusione è improntata al pessimismo: “Dovevano contribuire a risolvere i problemi dello Stato. Sono, al contrario, divenute esse stesse un problema”.
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