Di Qualcosa Di Sinistra
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La morale è per me questa: abbiamo enormemente da fare, ma prima enormemente da studiare.
 

Sul sito trovate una discreta quantità di nuove provocazioni. Buona lettura e buone riflessioni!

Ben tornati e speriamo che abbiate trascorso una estate divertente!
Quante riflessioni in questa fine d'estate: il referendum, l'aggregazione dei poli ed i partiti unici, la legge elettorale, le primarie, l'economia in recessione e la continua negazione dell'evidenza, l'assalto dei nuovi ricchi ai salotti buoni della finanza, la laicità dello Stato.
Senza dilungarci oltre, visto che le pagine dei giornali sono da mesi piene di questi argomenti, sintetizzeremo così i nostri pensieri.

1. Referendum. L'argomento è complicato e delicato e va approfondito in Parlamento da coloro che sono stati eletti proprio per rappresentarci. Ma è anche ora di modificare l'istituto referendario per evitare figuracce e gettare dalla finestra risorse che avrebbero potuto essere utilizzate efficacemente per la ricerca.
Critichiamo pesantemente l'incitamento al non voto da parte di coloro che fanno parte del nostro Parlamento: astenersi è un conto, non votare è l'antitesi della democrazia.

2. Poli e partiti unici. Il problema della rappresentanza è enorme, ma come si risolve? All'americana, con pochi personaggi su cui confluiscono tutti i media che ne fanno dei miti, dei superuomini su cui grava tutto ''il peso del Paese''? Noi pensiamo di no. Riteniamo ancora il Parlamento il luogo della democrazia (anche se auspichiamo la riduzione del numero degli onorevoli nazionali visto che molte delle linee politiche oggi vengono decise in Europa).

3. Primarie. Ben vengano, ma non con l'adesione di due, tre, quattro candidati, bensì con la partecipazione di tutti i membri delle ''direzioni nazionali'' dei partiti presenti nelle coalizioni. Il nostro candidato ideale? Massimo D'Alema. E Prodi? Al Ministero dell'Economia. Il motivo di questa scelta è semplice. Se vogliamo portare questo Paese verso le frontiere dell'innovazione abbiamo bisogno di un veloce cambiamento che difficilmente potrà arrivare se chi governa è vicino ai settant'anni, e quindi, come dimostra qualsiasi test scientifico, meno ricettivo e reattivo alle novità (limitazione certamente mitigata dalla grande esperienza e capacità di mediazione, ma al Paese cosa serve?)

4. Recessione. Il problema c'è ed è quotidiano. La stranezza è che si riducono i consumi di generi alimentari, di abbigliamento e di ''accessori per la casa'' mentre aumentano i fatturati per l'acquisto di immobili (a prezzi stratosferici) e per i beni immateriali (TV a pagamento, traffico telefonia mobile). Ci domandiamo se non sia il caso di rallentare, con le opportune politiche, la rincorsa a quest'ultimo tipo di consumi e vedere l'effetto che fa sugli altri!

5. I nuovi ricchi. Salvo l'aver appreso che chi guadagna (molto) attraverso i giochi di borsa non paga tasse, con conseguente attacco di gastrite acuta, l'agitarsi dei ''vecchi capitalisti'' non è che ci appassioni proprio!
Negli ''ultimi'' quarant'anni non ci sembra che questi siano stati proprio così trasparenti e votati al bene del Paese. Se valgono le leggi di mercato quando l'Associazione dei consumatori chiede un maggior controllo sui numeri telefonici speciali per evitare bollette astronomiche, o se si chiede un registro per i siti internet a pagamento (tanto per parlare di un settore conosciuto ai navigatori) e viene risposto che il mercato si deve autoregolare va bene! Che però si autoregoli anche la ''Finanza'' Italiana, ed auguri a tutti noi che da questa, purtroppo, dipendiamo!

6. La legge elettorale. Visti i risultati in Germania penseremmo ad altro...Il problema dell'aggiornamento della legge elettorale è senza dubbio esistente. Abbiamo un'ampia rappresentanza di liste e partiti che sono sotto il 2%, partiti che, in un modello elettorale bipolare ed equilibrato, possono mettere in crisi i partiti di Governo. Come modificarlo riteniamo di saperlo, e, anche qui, sarebbe molto semplice: sbarramento al 3 o 4% ed eliminazione del rimborso elettorale a tutte le liste che non superano il quorum. (non è facile?)

7. La laicità dello Stato. E se il nostro Ministro per le riforme dicesse che non sta scritto in nessun testo sacro che i preti non debbono sposarsi e che i divorziati non possono prendere la Comunione?
Il silenzio della politica, per difendere la laicità dello Stato dalle continue e pesanti pressioni della Chiesa sui temi dei diritti civili, ci fa rabbrividire, al di là delle decisioni che verranno assunte.

8. Le dimissioni di Domenico Siniscalco. E alla fine il professore, ministro tecnico dell'economia, torna ad insegnare perché nauseato. Ne siamo contenti e salutiamo la decisione con gioia, non perché l'attuale Governo prende l'ennesima bastonata, bensì perché abbiamo la conferma che il Paese continua ad esprimere persone per bene che tentano di cambiare. Persone che, al di là delle proprie idee politiche e degli schieramenti scelti, provano ad inserire rigore ed etica nel variegato panorama politico.
Purtroppo la coscienza civile degli italiani non sembra ancora pronta a cogliere questi segnali, ma, chissà! Per ora auguri al professor Siniscalco.

9. I nuovi vertici di Alleanza Nazionale. Ultimo elemento di riflessione, ma non secondario, è la modalità con cui sono stati rinnovati i vertici di uno dei nostri maggiori partiti politici.
Mentre da un lato si tende a rafforzare l'impunità parlamentare contro ogni reato di opinione AN, di fronte ad una critica posta in essere da personalità ai vertici delle istituzioni oltre che del suo partito, non trova via migliore che l'epurazione. Non ci è sembrato un buon esercizio democratico!
Leggeremo gli statuti di tutti i partiti e segnaleremo quelli che, a nostro avviso, riportino condizioni eccessivamente restrittive.


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Alla prossima
La redazione di diqualcosadisinistra.it

 
 

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